• home
  • /
  • Editoriali
  • /
  • Menopausa e disturbi al cuore: troppe palpitazioni devono preoccupare?

Menopausa e disturbi al cuore: troppe palpitazioni devono preoccupare?

30/05/2017

Uno dei sintomi più comuni nel periodo che precede la menopausa sono le palpitazioni al cuore, che si accompagnano in genere alle cosiddette “vampate” di calore. Si tratta di un disturbo comune anche nei 12 mesi che precedono la menopausa, un periodo chiamato perimenopausa. La sensazione è che il cuore “salti” in petto o cominci a battere più forte.

La causa delle palpitazioni, come di altri sintomi tipici della menopausa, è dovuto alla diminuzione della produzione di estrogeni, gli ormoni che regolano il ciclo mestruale. Il corpo, dopo la menopausa, non ne produce più, e ha bisogno dunque di un periodo di adattamento.

Di norma le palpitazioni sono un sintomo che non deve destare preoccupazioni, ma va tenuto sotto controllo. Uno dei vantaggi di essere donna è che si è meno esposti alle malattie cardiovascolari. I responsabili di questo vantaggio tutto femminile sono proprio gli estrogeni, che proteggono i vasi sanguigni dall’occlusione che porta all’infarto e ad altre patologie del cuore e dei vasi sanguigni. Purtroppo, quando l’azione dell’estrogeno viene meno, le donne sono esposte quanto gli uomini ai disturbi legati al sistema cardiovascolare.

È dimostrato che un numero più alto di palpitazioni durante la menopausa è associato a un rischio maggiore di sviluppare arteriosclerosi, cioè la perdita di elasticità delle arterie. Più le palpitazioni sono frequenti, più i vasi faticano a dilatarsi. È dunque raccomandabile una visita dal ginecologo per valutare se le palpitazioni sono nella norma o possono essere un campanello d’allarme per lo sviluppo di patologie cardiovascolari.

In genere, se alle palpitazioni si accompagnano diffilcoltà a respirare, dolori al petto, debolezza e svenimenti, è opportuno svolgere esami più approfonditi.

Un tempo si riteneva che la terapia ormonale sostitutiva, che consiste nell’assunzione di estrogeni (talvolta accompagnati da progestinici) nel corso della menopausa, potesse diminuire anche il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Oggi questo effetto è stato per lo più smentito. Ciò nonostante, la terapia sostitutiva ormonale presenta vantaggi nel mitigare altri fastidiosi sintomi della menopausa, come l’osteoporosi e le vampate. Sarà il ginecologo, dopo un’attenta analisi della storia clinica della paziente, a raccomandare o meno la terapia ormonale.

Oggi si sa che è possibile intervenire sul rischio di malattie cardiovascolari con una serie di cambiamenti nello stile di vita. Tra i più efficaci vi sono:

-       evitare caffè e alcolici

-       avere uno stile di vita più attivo

-       dedicarsi a pratiche di rilassamento, come lo yoga e la meditazione

-       combattere la depressione svolgendo attività piacevoli

-       mangiare in modo più sano, evitando grassi e favorendo legumi, frutta e verdura