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La motivazione a intraprendere il percorso di procreazione medicalmente assistita: i fattori psicologici che la influenzano

Il desiderio di avere un figlio è ancestrale, profondamente radicato nella natura dell’uomo: rappresenta un progetto di vita, un completare la coppia e riuscire a vivere tutte le tappe del ciclo vitale dell’essere umano.

La diagnosi di infertilità induce a una crisi biopsicosociale per due motivazioni:

  • per il significato che la parola infertilità racchiude in sé, in quanto per molte donne la maternità rappresenta una tappa fondamentale dello sviluppo, enfatizzata dalla cultura occidentale;
  • il desiderio di essere madre frustrato: si crea una rottura tra ciò che ci si aspetta e ciò che non è possibile.

La diagnosi di infertilità si frappone, quindi, tra il desiderio e la sua realizzazione: molte ombre calano sui mancati genitori, modificando profondamente la percezione sociale e individuale che uomo e donna hanno di sé.

La coppia infertile vive una condizione simile a quella del lutto: il lutto della possibilità di generare un prolungamento di se stessi; questo comporta sensazioni di rabbia, depressione, senso di inferiorità e un crollo dell’autostima derivato dal fatto che la coppia, consapevole della propria incapacità di procreare, vede fallire il suo progetto di creare una famiglia, vede il proprio ciclo vitale bloccarsi e, nello stesso tempo, si rende conto di non poter rispondere alle aspettative familiari e sociali.

Molteplici possono essere i fattori psicologici che influenzano la coppia nella decisione e nella motivazione a intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) con piena consapevolezza.

In questo articolo analizzeremo alcuni degli aspetti principali che possono influenzare la motivazione della coppia e l’affidarsi completamente all’équipe medica: i vissuti emotivi dopo la comunicazione della diagnosi, le strategie di coping e la resilienza.

Metteremo anche in evidenza l’importanza del sostegno psicologico come attivatore di una motivazione consapevole al trattamento.

Motivazione a intraprendere un percorso di PMA e vissuti emotivi della coppia

I vissuti e il dolore emotivo legato alla scoperta della infertilità della coppia hanno un impatto notevole sulla vita della coppia stessa: è importante dunque che siano rielaborati e condivisi, perché influenzano notevolmente la motivazione a intraprendere un percorso di PMA.

Prima di essere motivata e consapevole a intraprendere un trattamento, è necessario che la coppia sia accolta, ascoltata e possa condividere le proprie emozioni con lo specialista psicologo, per rielaborare e vivere il proprio dolore dopo la comunicazione della diagnosi.

Il sostegno psicologico per le coppie che vogliono intraprendere un percorso di PMA ha così l’obiettivo di creare uno “spazio fisico e mentale” nel quale i due partner possano affrontare l’esperienza di infertilità, sia per quello che rappresenta per ciascuno dei due, sia come capacità di osservare insieme e condividere le modalità con le quali stanno vivendo questo tempo di infertilità. Questo lavoro di rielaborazione è importante prima ancora di affrontare la reale motivazione al trattamento perché i vissuti di tristezza, negatività e impotenza possono influenzare, in modo negativo, la motivazione a intraprendere il percorso di PMA e le cure per l’infertilità: i vissuti negativi fanno sì che prevalga la sconfitta, che la coppia pensi che non ci sia più nulla da fare e rende i soggetti incapaci di reagire a superare il dolore stesso.

La terapia offre un luogo e un tempo per poter, in primo luogo, generare insieme delle modalità adattative coniugali all’infertilità, a esplicitare la qualità del rapporto e soprattutto aiuta nell’attivare le risorse per intraprendere il percorso di PMA e comprendere le reali motivazioni legate alla genitorialità.

La terapia induce a un processo di cambiamento grazie al quale la coppia individua, attua e rafforza la propria coniugalità, alimentando una motivazione comune che porta i singoli individui a unire le proprie forze e risorse per attivarsi per agire insieme.

Il terapeuta offre uno spazio in cui i due partner possano condividere e affrontare le proprie richieste, storie, aspettative, desideri, paure e speranze e, nel contempo, facilita la comunicazione di entrambi. In questo modo la coppia trasforma l’esperienza del lutto dell’infecondità in un momento vitale in cui sia possibile generare uno spazio di reciproco aiuto.

Attraverso la terapia sistemica di coppia entrambi i coniugi narrano la propria storia familiare, i propri miti familiari e i sistemi valoriali ereditati e ricostruiscono la loro modalità di costituirsi come coppia, dall’innamoramento alla scelta della coniugalità. La narrazione sulle proprie famiglie di origine, inoltre, offre una possibile comprensione dei principali meccanismi di adattamento appresi dalle rispettive famiglie che si manifestano nella situazione di crisi come risposta affettivo-emotiva, con la scelta di determinati comportamenti per gestire il proprio dolore, la situazione di infertilità ed essere motivati a intraprendere un percorso di cure e, di conseguenza, superare le difficoltà di un percorso di PMA.

Il terapeuta, inoltre, crea un rapporto empatico con i suoi pazienti per sostenerli e aiutarli a condividere la propria sofferenza e li aiuta nel favorire il processo di accettazione, adattamento e reazione alla diagnosi di infertilità, favorendo una buona relazione terapeutica che ha un ruolo fondamentale nella motivazione ad affidarsi all’équipe medica curante; nello stesso tempo sostiene la coppia sul piano emotivo e promuove l’assunzione di responsabilità individuale nel processo decisionale.

La fase decisionale, cioè il prendere la decisione nell’intraprendere il percorso di PMA, è soggetta a tanti fattori legati ai vissuti emotivi del soggetto: nella fase di comunicazione della diagnosi il terapeuta ha il ruolo di attivatore delle risorse positive della coppia legate alla motivazione stessa a voler superare la condizione di infertilità e alla decisione di affrontare un trattamento.

Strategie di coping

Il concetto di coping, che può essere tradotto con fronteggiamento o capacità di risolvere i problemi, indica l’insieme di strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione.

Diversi sono gli studi sulle strategie di coping messe in atto dai soggetti per superare il lutto dell’infertilità. Le strategie di coping sono anche predittive del grado di stress vissuto sia al momento della diagnosi, sia durante un percorso di PMA e sia al momento di un eventuale fallimento di un trattamento di PMA.

È naturale che le strategie di coping messe in atto dai soggetti dinnanzi alla diagnosi di infertilità abbiano un’influenza notevole sulla motivazione a intraprendere un percorso di PMA.

In genere l’evitamento del problema implica un incremento della percezione di stress e una assenza di motivazione nel risolvere attivamente il problema; invece le strategie centrate sul problema e sulla sua risoluzione risultano più funzionali, predicono una diminuzione del disagio e influenzano positivamente la motivazione al trattamento mettendo la coppia in condizione di positività e fiducia nei confronti del trattamento stesso e dell’equipe a cui si affidano.

Sicuramente tra le varie strategie di coping, quella che riesce a far superare meglio il dolore e lo stress legato alla sterilità è l’accettazione della responsabilità. Questa, se assunta da entrambi i partner, aiuta la coppia sia nel momento della diagnosi sia nella scelta del trattamento da intraprendere: infatti le coppie in cui si riscontrano i più bassi livelli di stress e un migliore adattamento coniugale sono risultate essere quelle in cui entrambi i partner non si assumono la responsabilità esclusiva per l’infertilità.

Collins, Freeman et al. (1992) hanno notato come le coppie che affrontano il trattamento di PMA con una strategia di coping improntata sull’ottimismo e la positività non solo hanno una buona motivazione e convinzione sull’intraprendere il percorso di PMA, ma affrontano in misura meno stressante il carico emotivo del protocollo medico.

Le modalità di coping improntate sull’azione e non sull’evitamento sono associate a maggior livello di benessere anche dopo un eventuale fallimento del percorso di PMA.

Resilienza

In psicologia, la resilienza è una parola che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

La resilienzarappresenta la capacità di affrontare e superare le difficoltà e la sofferenza trasformando la situazione di crisi in una risorsa e in un’opportunità di crescita, che “permette di recuperare nuovi scenari d’identità, di colmare vuoti e di costruire ponti tra ciò che si è perduto, ciò che resta e ciò che è in divenire” (Walsh, 2008).

Se le coppie dopo la diagnosi di infertilità hanno la capacità di far fronte alla situazione affrontando in maniera positiva l’evento traumatico, sicuramente mostreranno una altissima motivazione al trattamento e fiducia nei confronti dell’équipe medica.

Conclusioni

Molteplici sono, dunque, i fattori psicologici che possono influire sulla motivazione a intraprendere il percorso di procreazione medicalmente assistita. In particolare, i vissuti emotivi possono influenzare notevolmente la scelta della coppia nell’intraprendere un percorso di cure e nella reazione alla diagnosi stessa di infertilità.

Per questo motivo è importante sottolineare il ruolo di un percorso psicologico per:

  • fronteggiare emozioni e pensieri derivanti dalla diagnosi;
  • abbassare i livelli di ansia e avere maggiori motivazioni ad affidarsi alle cure mediche;
  • aiutare i membri della coppia che possono avere vissuti e aspettative discrepanti rispetto al percorso di PMA: l’aiuto e la comprensione dei punti di vista reciproci può ridurre incomprensioni e conflittualità e condurre la coppia a una buona motivazione consapevole della scelta.

Risulta, quindi, di fondamentale importanza un lavoro da parte dello psicologo sia di valutazione del grado di motivazione sia, se necessario, un lavoro sulla motivazione stessa valutando con la coppia costi e benefici nell’intraprendere un percorso di PMA con l’obiettivo di sostenere le coppie a intraprendere questa strada con una piena consapevolezza, mantenendo sempre un alto grado di motivazione al trattamento.

Maria Teresa Laura Abbruzzese – Psicologa – Psicoterapeuta
Video: Redazione Fondazione Serono

Bibliografia di riferimento

  • Loriedo C, Picardi A. Dalla teoria generale dei sistemi alla teoria dell’attaccamento. Percorsi e modelli della psicoterapia sistemico-relazionale. Franco Angeli, 2000.
  • Righetti PL, Galluzzi M, Maggino T, Baffoni A, Azzena A. La coppia di fronte alla Procreazione Medicalmente Assistita.Aspetti psicologici, medici, bioetici.Franco Angeli, 2009.
  • Salerno A, Giuliano S. La coppia sterile tra lutto, coping e resilienza. Terapia Familiare 2011;96:27.
  • Scatoletti B. Aspetti psicologici nella diagnosi e cura dell’infertilità di coppia: una rassegna della letteratura recente. Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria 1996;28/29:37-44.
  • Scopesi A. Infertilità e nuove tecnologie riproduttive: aspetti psicologici. Medicina Psicosomatica 1995;40:215-29.
  • Walsh F. La resilienza familiare. Raffaello Cortina, 2008.