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Presente e futuro della fecondazione assistita

Il 16 settembre si è tenuto a Bologna il 9.baby Symposium 2021: anche quest’anno medici e biologi della riproduzione si sono ritrovati per parlare del presente e del futuro della fecondazione assistita. Molti i temi che sono stati trattati: tra questi, l’endometriosi, una patologia che solo in Italia riguarda 3 milioni di donne e che frequentemente ha un impatto sulle possibilità riproduttive di chi ne soffre.

“In Italia, l’ultima rilevazione Istat fotografa una situazione nella quale l’età media al primo parto cresce senza sosta (è ormai di 32.2 anni, 1 anno in più di quello che si rilevava nel 2008); i figli si cercano sempre più tardi, ma la nostra biologia non è cambiata e proprio per questo l’età materna è uno dei fattori che impatta maggiormente sulle probabilità di avere- e, ancora più- di portare a termine una gravidanza. Per questo anche al nostro Simposio trattiamo ed approfondiamo il tema della Diagnosi Pre Impianto, che consente di indagare sul corredo cromosomico degli embrioni frutto di un trattamento di fecondazione assistita, in modo da minimizzare al massimo il tempo necessario per ottenere una gravidanza, evitando transfer di embrioni che non avrebbero possibilità di dare il via ad una gravidanza” dice Andrea Borini, responsabile del network per la fertilità 9.baby organizzatore del Symposium.

Il 9.Baby Symposium 2021, fruibile anche per via telematica, è stata una occasione di dialogo per biologi e medici della riproduzione, andrologi e ginecologi che si sono confrontati su tematiche ‘classiche’, come la gestione della stimolazione ovarica, e su tematiche nuove, quali le opportunità di osservazione dello sviluppo embrionale offerte dalla microscopia elettronica e dalla tecnologia time lapse. Si è parlato di adenomiosi, di ‘fattore maschile’ e del presunto declino progressivo della qualità del seme, del ‘pianeta blastocisti’ e di criteri per la selezione degli ovociti.

Si sono anche approfonditi gli eventuali legami tra salute dei nati ed eventi che accadono nelle fasi di crioconservazione e coltura embrionale.

“Si tratta di un tema sul quale è necessario riflettere; oggi, nel nostro paese, sono ancora poche le donne che pensano al futuro riproduttivo per tempo, scegliendo ancora nel pieno della loro fertilità di conservare i propri ovociti, ma in alcune parti del mondo questa pratica si sta diffondendo; anche per questo, ci saranno in futuro sempre più bimbi che verranno al mondo da gameti o da embrioni crioconservati. E’ dunque quanto mai interessante indagare su quelli che potrebbero essere gli impatti della crioconservazione sul futuro dei bimbi.”, aggiunge Borini.

Si è parlato di quality management e del quadro normativo che regola la Procreazione Medicalmente Assistita nel nostro paese: si tratta infatti di un ambito normato fin nel più piccolo dettaglio procedurale, a tutela delle coppie e del nascituro e gli operatori del settore si confrontano ogni giorno con le norme nazionali e regionali.

Infine, si è parlato anche di Covid-19: “Quando abbiamo avviato l’organizzazione del nostro appuntamento annuale, speravamo di arrivare al momento di incontrarci essendoci già messi alle spalle totalmente la pandemia; purtroppo così non è. Anche per questo riteniamo particolarmente interessante affrontare, tra gli altri, il legame tra Covid-19, fertilità e procreazione assistita.”, commenta Borini. “Sin dal Marzo 2020 l’infezione da Sars- Cov2 ha avuto un forte impatto su tutti noi e in primis, naturalmente, sulle coppie che si approcciano al percorso di PMA: in questi mesi, i pazienti ci hanno posto molte domande in merito ad esempio sulle tempistiche con le quali vaccinarsi senza rallentare il percorso e compromettere le chances di gravidanza. Le tante parole, non sempre scientifiche, che sono state dette e scritte sul Covid hanno creato nelle persone paure, dubbi ed esitazioni che- in qualche caso- hanno avuto come esito ritardi e rallentamenti nel cammino di ricerca di genitorialità. Riteniamo nostro compito fare più chiarezza possibile su questi temi, per fare in modo che i pazienti si avvicinino alla Procreazione Assistita, se necessario, senza esitazione e si vaccinino serenamente, sapendo che è molto più pericoloso per la potenziale gravidanza contrarre il Covid-19, di quanto lo sia un’eventuale reazione avversa al vaccino”, conclude Borini.

In un paese nel quale la denatalità è sempre un tema all’ordine del giorno, 9.baby ritiene importante favorire il confronto tra specialisti in medicina e biologia della riproduzione, perché si possa stimolare l’evoluzione delle discipline tramite il dialogo tra chi lavora ogni giorno per sostenere le coppie in cerca di una gravidanza che non arriva.

Per maggiori informazioni: 9.baby Symposium 2021