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Quando un bimbo non arriva: le cose da sapere

Il fenomeno dell’infertilità è decisamente aumentato, e questo incremento è legato a vari fattori di rischio. Il primo di questi è l’età, che è inversamente proporzionale alla fertilità, nel senso che più si va avanti negli anni più si possono incontrare difficoltà nel concepire. Nell’uomo il processo di produzione degli spermatozoisubisce un invecchiamento ma la produzione non si interrompe. Per quanto riguarda la donna invece l’età ha un ruolo molto più importante sulla capacità riproduttiva poiché con il tempo si assiste a una significativa riduzione della qualità degli ovociti oltre che del numero. La fertilità della donna è massima tra i 20 e i 30 anni, dai 32 anni già subisce un calo significativo per poi ridursi ancora più rapidamente dopo i 37 anni; inoltre si riduce la capacità dell’endometrio di interagire con l’embrione. Il differimento di una gravidanza in età più avanzata è un fattore importante alla base dell’incremento della infertilità, oltre che del numero di aborti, di morti fetali intrauterine e di patologie cromosomiche come la trisomia 21. È bene inoltre sottolineare che il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita, nonostante tutti i progressi, non possono migliorare il numero e la qualità degli ovociti.

Il secondo fattore di rischio è legato alle abitudini di vita. Una vita sessuale “disinvolta” può esporre a infezioni che possono causare gravi danni all’apparato riproduttivo. L’obesità o l’eccessiva magrezzasono altri fattori di rischio; si calcola che rappresentino circa il 12% delle cause di infertilità. L’obesità nella donna si accompagna spesso a disturbi del ciclo ed è responsabile di aborti; nel maschio determina riduzione degli ormoni sessuali e alterazioni del liquido seminale e della vita sessuale. Il fumo di sigarette, a cui si deve circa il 13% delle cause di infertilità nella donna, può essere responsabile di un incremento di aborti e di anticipazione della menopausa. Nell’uomo il fumo altera i parametri del seme quali la motilità, la forma nonché il DNA degli spermatozoi. L’alcol nella donna determina alterazioni dell’ovulazione e dello sviluppo degli embrioni, nell’uomo danneggia la maturazione degli spermatozoi. L’uso di sostanze stupefacenti può determinare gravi danni a vari livelli della funzione riproduttiva.

L’altro gruppo di fattori di rischio è rappresentato dai fattori ambientali: i principali, definiti interferenti endocrini, consistono in una serie di sostanze chimiche, ad esempio pesticidi, antiparassitari, additivi o preservanti di prodotti di consumo ecc. Tali sostanze sono disperse nell’ambiente, l’esposizione principale a queste sostanze è rappresentata dagli alimenti.

Questa sommaria elencazione dei principali fattori di rischio può essere utile quando si progetta una gravidanza; qualora siano presenti, infatti, non è ingiustificato preventivamente consultare uno specialista, il quale saprà valutare attraverso la visita, la storia clinica, eventuali indagini strumentali e di laboratorio, il potenziale riproduttivo della coppia e, laddove necessario, suggerire possibili soluzioni terapeutiche in maniera tempestiva. Ma in assenza di fattori di rischio, quanto tempo bisogna aspettare prima di rivolgersi a un medico? Si ritiene che una coppia di età compresa tra i 20 e i 30 anni possa essere definita infertile dopo un anno di rapporti non protetti, per le donne di età superiore questo lasso di tempo si allunga. In realtà, al di là di queste definizioni che forniscono in pratica un dato temporale su quando preoccuparsi per un mancato concepimento, un controllo ginecologico preventivo associato a un esame del liquido seminale del partner, per la semplicità di esecuzione, sia da consigliare in tutti i casi, soprattutto nelle coppie in cui la donna ha un’età relativamente avanzata.

Domenico Danza – Centro Mediterraneo Medicina della Riproduzione, Salerno

Bibliografia di riferimento

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