Blog categories

Comments

Rischio di diabete di tipo 2 nelle persone con Sindrome dell’ovaio policistico

Una revisione della letteratura ha analizzato le pubblicazioni che hanno posto in relazione la Sindrome dell’ovaio policistico e il diabete di tipo 2. I risultati hanno indicato che la relazione fra le due malattie non riceve l’attenzione che merita e gli autori hanno proposto alcune soluzioni per suscitare maggiore interesse sull’argomento da parte degli specialisti.

Molte volte nella medicina succede che alcune malattie, già di per sé complesse, tendono ad associarsi ad altre patologie, delineando quadri clinici che richiedono molteplici approcci e il coinvolgimento di diversi specialisti. Un gruppo internazionale di esperti è partito dalla considerazione che la Sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata da questo tipo di complessità, ma tale aspetto non viene percepito nella giusta misura. Essa è stata identificata inizialmente come una malattia relativa all’apparato riproduttivo e ciò ha fatto sì, che, nonostante oggi se ne conoscano gli importanti effetti metabolici e psicologici, non tutti i medici sono portati a considerarla una patologia sistemica. D’altra parte, la sua frequenza è compresa fra l’8 e il 13% delle donne in età fertile e la sua presenza aumenta di quattro volte il rischio di comparsa del diabete di tipo 2 in tali soggetti. Si è stimato che, considerando il totale dei casi di diabete di tipo 2 che si presentano nelle donne in età fertile, il 19-28% di essi potrebbe essere evitato, curando efficacemente la Sindrome dell’ovaio policistico. La revisione della letteratura eseguita da Rodgers e colleghi ha dimostrato che la Sindrome dell’ovaio policistico è trattata, nelle riviste scientifiche dedicate al diabete, con una frequenza di 1 articolo ogni 500 pubblicati, mentre in quelle di endocrinologia è di 1 ogni 50, dieci volte superiore. Inoltre i fondi dedicati alle ricerche sulla Sindrome dell’ovaio policistico sono di gran lunga inferiori a quelli per gli studi sul diabete e la maggior parte delle Linee Guida su questa malattia ignora l’argomento Sindrome dell’ovaio policistico. Secondo gli autori della revisione, tutto ciò è sorprendente perché l’insulino-resistenza, nelle donne con la Sindrome dell’ovaio policistico, ha una causa diversa rispetto a quella riscontrata nel diabete e, in quei soggetti, si osserva un’aumentata probabilità di diventare sovrappeso o obesi. L’eccesso di peso, a sua volta, è un fattore di rischio di comparsa del diabete di tipo 2.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano che, il mancato riconoscimento della Sindrome dell’ovaio policistico come malattia metabolica sistemica, penalizza fortemente la sua gestione e limita il raggiungimento degli opportuni obiettivi terapeutici. Per questo motivo, formulano la proposta provocatoria di cambiare il suo nome in maniera da enfatizzarne gli effetti sul metabolismo e da attirare su di essa l’attenzione che merita.

Fonte: Complex diseases and co-morbidities: polycystic ovary syndrome and type 2 diabetes mellitus; Endocrine Connections, 2019 Feb 1. pii: EC-18-0502.R2.