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La clamidia

Cos’e la clamidia?

La clamidia è un’infezione sessualmente trasmessa (IST), molto comune tra i giovani, causata da un batterio intracellulare, la chlamydia trachomatis. L’infezione può colpire indistintamente sia uomini che donne, si stima che 1 donna sessualmente attiva su 20, di età compresa tra 14 e 24 anni, abbia la clamidia.

Come si trasmette la clamidia?

L’infezione si trasmette con  qualsiasi tipo di rapporto sessuale da partner affetti, e può colpire il pene, la vagina, la zona ano-rettale e il cavo orale. Sono a maggior rischio di contrarre l’infezione le persone che hanno rapporti sessuali con più partner e senza protezione.

La clamidia piò essere trasmessa, anche, durante il parto, da una madre affetta al proprio bambino, con il rischio di una congiuntivite (30-50% dei casi) e/o una polmonite (10-20%) neonatali.

Quali sono i sintomi dell’infezione  da clamidia?

La clamidia è una malattia subdola perché nel 70-80% dei casi è asintomatica o si manifesta con sintomi molto lievi, tali da passare inosservati.  I sintomi, se presenti, compaiono entro una o tre settimane dal contagio.

Nelle ragazze, la manifestazione clinica principale è una cervicite, ossia una infiammazione del collo dell’utero, che talvolta si associa ad una vaginite.  Possono essere presenti peso o dolore al basso ventre, abbondanti  perdite mucose, lieve sanguinamento, irritazione, bruciore minzionale e dolore nei rapporti sessuali.

Se l’infezione non viene trattata, perché misconosciuta, può complicarsi e diffondere alla pelvi con un quadro di malattia infiammatoria pelvica, dolore pelvico cronico, occlusione tubarica, aumentato rischio di gravidanza extrauterina e, nel  10-20% dei casi, sterilità.

Nei ragazzi invece l’infezione da clamidia può dar luogo ad un’uretrite con secrezioni, irritazione, bruciore minzionale e prurito. Se l’infezione non viene trattata può raggiungere i testicoli causando dolore, febbre e più raramente sterilità.

In caso di rapporto anale, come avviene nei rapporti tra maschi,  l’infezione può causare una infiammazione del retto (proctite) con dolore, perdite muco-purulente e sanguinamenti. In caso di rapporto orale, la clamidia può provocare una faringite.

In entrambi i sessi possono insorgere rare complicanze quali: l’artrite reattiva (o Sindrome di Reiter), che si manifesta con dolori articolari, bruciore uretrale, congiuntivite e lesioni mucose e/o  cutanee e il linfogranuloma venereo, che si manifesta con un’ulcera nella zona di contagio ma, se non si  tratta, l’infezione  diffonde ai linfonodi e  produce danni irreversibili.

Ricordo, infine, che le persone affette da clamidia hanno un maggiore rischio di contrarre e trasmettere la gonorrea, la sifilide e l’Hiv.

Come si fa la diagnosi  di infezione  da clamidia?

Il test d’elezione, per la diagnosi di clamidia, consiste nella ricerca del DNA della clamidia. La ricerca si effettua sul secreto della cervice uterina, vagina, pene, retto, prelevato con un tampone nel corso di un’ispezione clinica.

In caso di positività del test si consiglia di  effettuare anche i test per le malattie sessualmente trasmesse, in particolare per l’Hiv, data la frequente co-presenza.

Come si cura l’infezione da clamidia?

L’infezione da clamidia si cura facilmente con antibiotici orali. Si utilizzano l’azitromicina o  la doxiciclina, mentre in gravidanza si preferiscono l’azitromicina e l’eritromicina. Vanno trattati anche i partner avuti nei tre mesi precedenti l’insorgenza dei sintomi e si raccomanda l’astensione dai rapporti sessuali fino a 7 giorni dopo la fine del trattamento. Dopo 3 mesi dalla fine del trattamento si consiglia di ripetere il test per la ricerca della clamidia, per verificare l’effettiva guarigione dalla malattia. In gravidanza il test di controllo va ripetuto dopo un mese.

Come fare prevenzione?

La prevenzione si basa sull’utilizzo del preservativo in tutti i rapporti sessuali occasionali, con ogni nuovo partner e con ogni partner di cui non si conosce lo stato di salute.

Alle ragazze sessualmente attive con meno di 25 anni, alle donne di qualsiasi età che cambiano frequentemente partner sessuale, e agli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini è raccomandato di eseguire annualmente un test per clamidia.

In gravidanza, alla prima vista prenatale, alle donne meno di 25 anni, o alle donne di qualsiasi età, se con fattori di rischio riconosciuti, si consiglia  il test di screening per la Chlamydia trachomatis.  Il test va ripetuto nel terzo trimestre di gravidanza, qualora permangano i fattori di rischio. Per tutte le donne non scrinate durante la gravidanza il test è raccomandato al momento del parto.

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