Il 28 marzo si celebra ogni anno la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, una malattia cronica che colpisce milioni di donne nel mondo e che, ancora oggi, è spesso sottovalutata o diagnosticata con anni di ritardo. Ma negli ultimi anni la ricerca ha fatto importanti passi avanti, non solo nella comprensione della malattia, ma anche nell’approccio terapeutico. Oggi sappiamo che l’infiammazione cronica è uno dei meccanismi centrali che alimentano il dolore, la progressione delle lesioni e l’impatto sull’infertilità.
Uno dei documenti più interessanti e recenti sul tema è stato pubblicato nel giugno 2025 dall’AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, in collaborazione con Endok Srl. Il focus? Le nuove frontiere terapeutiche per il trattamento dell’endometriosi e dell’infiammazione sistemica.
L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica
Non si tratta solo di “cellule dell’endometrio fuori posto”. L’endometriosi è oggi considerata a tutti gli effetti una malattia infiammatoria cronica complessa, che coinvolge il sistema immunitario, il metabolismo e la risposta al dolore. Le lesioni endometriosiche rilasciano sostanze infiammatorie che attivano una cascata di segnali, amplificando la sensibilità del sistema nervoso e ostacolando l’equilibrio ormonale.
Per questo motivo, trattare esclusivamente la componente ormonale o chirurgica può non essere sufficiente. Serve un approccio più ampio e integrato.
Un cambio di paradigma: non solo sintomi, ma sistema
Il documento AOGOI evidenzia come sia sempre più necessario ragionare sul “terreno biologico” della paziente, non solo sulle lesioni visibili. Questo significa valutare:
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La presenza di infiammazione sistemica di basso grado
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I livelli di stress ossidativo
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Lo stato del microbiota intestinale
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L’alimentazione, lo stile di vita e i ritmi ormonali
L’endometriosi è, in molti casi, una malattia multifattoriale che richiede un percorso di cura personalizzato e multidisciplinare.
Le nuove strategie terapeutiche
Accanto ai trattamenti ormonali e alla chirurgia mini-invasiva (che restano strumenti centrali), il documento propone l’integrazione di strategie nutraceutiche e antinfiammatorie. Tra le molecole più promettenti vengono citati:
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Curcumina
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Resveratrolo
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Omega-3
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Melatonina
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Acido alfa-lipoico
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Vitamina D
Questi composti, se usati in modo mirato e controllato, possono ridurre il dolore, modulare l’infiammazione e migliorare la qualità della vita delle pazienti. Si apre così lo spazio per una ginecologia più moderna, che unisce scienza, approccio sistemico e medicina integrata.
Il ruolo del ginecologo
Oggi non basta più “vedere” l’endometriosi: bisogna ascoltare la paziente, comprendere il suo vissuto e personalizzare la cura. La diagnosi precoce e la corretta gestione del dolore sono fondamentali per evitare che la malattia condizioni ogni aspetto della vita.
Fonte:
AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani,
“Endometriosi e infiammazione – Nuove fronti terapeutiche”, giugno 2025, in collaborazione con Endok Srl.
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