Prurito, bruciore, perdite anomale, fastidio durante i rapporti. Sono sintomi comuni a molte donne, spesso sottovalutati o trattati in modo frettoloso. Le infezioni vaginali, in particolare quelle ricorrenti, possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita e richiedono attenzione, diagnosi precise e cure mirate.
🔄 Quando un’infezione è “ricorrente”?
Si parla di infezioni vaginali ricorrenti quando episodi simili si ripetono più di 3–4 volte all’anno, anche dopo trattamenti corretti. In questi casi, è essenziale andare oltre il “solito farmaco da banco” e capire quale infezione si ripresenta, perché lo fa, e soprattutto come evitarne la ricomparsa.
🦠 Le principali infezioni vaginali
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Candidosi vaginale: causata da un fungo (Candida albicans), è la più frequente. I sintomi tipici includono prurito, bruciore, perdite bianche dense e dolore durante i rapporti. L’uso ripetuto di antibiotici, lo stress e lo squilibrio della flora vaginale possono favorirla.
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Vaginosi batterica: non è una vera infezione ma uno squilibrio della flora batterica vaginale. Provoca perdite grigio-bianche e maleodoranti (tipicamente “odore di pesce”). Può aumentare il rischio di complicazioni in gravidanza e recidivare spesso.
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Tricomoniasi: un’infezione a trasmissione sessuale causata da un protozoo. È meno frequente ma va trattata anche nel partner per evitare ricadute.
🧬 Perché tornano?
Le cause delle recidive possono essere molteplici:
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Terapie incomplete o inappropriate
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Uso eccessivo di detergenti aggressivi o lavande vaginali
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Squilibri ormonali (es. menopausa)
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Biancheria sintetica o abiti troppo aderenti
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Alimentazione e stile di vita
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Rapporti sessuali non protetti
Spesso le infezioni ritornano perché non si agisce sulle cause profonde o si salta la diagnosi differenziale. Non tutte le perdite sono causate da candida: ecco perché l’autodiagnosi può risultare fuorviante.
👩⚕️ Come affrontarle correttamente?
La prima cosa da fare è una valutazione ginecologica accurata, che includa:
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Esame clinico e valutazione dei sintomi
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Tampone vaginale mirato (per identificare l’agente infettivo)
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Esclusione di patologie associate (es. diabete, disbiosi intestinale)
Solo così è possibile impostare una terapia efficace, che può prevedere:
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Farmaci antimicotici o antibiotici locali o sistemici
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Probiotici vaginali per ristabilire la flora
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Regole igieniche personalizzate
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Trattamenti ormonali locali (in menopausa)
Nei casi più ostinati, si può valutare un percorso terapeutico integrato con approccio preventivo.
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