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Le prime analisi in gravidanza: cosa controllare e perché sono importanti

Scoprire di essere incinta è un’emozione unica, fatta di gioia, stupore e, talvolta, un pizzico di ansia. Una delle prime domande che una futura mamma si pone riguarda proprio le analisi da fare: cosa controllare, quando iniziare, quali sono davvero fondamentali?

Nel primo trimestre, il corpo femminile inizia un cambiamento straordinario. Le analisi di laboratorio non servono solo a “vedere come va”, ma sono strumenti preziosi per garantire la sicurezza della mamma e del bambino, prevenendo possibili complicazioni già nelle primissime settimane.

Dopo la conferma della gravidanza con test delle beta-hCG, il ginecologo prescrive una serie di esami ematochimici di routine che forniscono una panoramica generale dello stato di salute della donna. Tra questi, ci sono:

  • Emocromo completo, per valutare eventuali anemie o alterazioni dei globuli bianchi e piastrine.

  • Gruppo sanguigno e fattore Rh, per identificare incompatibilità che potrebbero richiedere trattamenti preventivi, come l’immunoprofilassi anti-D.

  • Glicemia a digiuno, utile per individuare precocemente alterazioni del metabolismo glucidico.

  • Transaminasi, creatinina e azotemia, per monitorare la funzionalità epatica e renale.

  • Esame delle urine, per escludere infezioni urinarie spesso asintomatiche ma potenzialmente pericolose in gravidanza.

Una parte fondamentale degli esami è legata alle infezioni che possono interferire con lo sviluppo del feto, alcune delle quali passano inosservate nella donna, ma hanno implicazioni serie per il bambino. Tra le principali:

  • Toxoplasmosi: chi non è immune dovrà ripetere il test ogni mese. L’infezione, se contratta in gravidanza, può essere molto dannosa, ma si può prevenire con regole alimentari semplici.

  • Rosolia: anche in questo caso, si verifica se la donna è protetta o meno. In caso di non immunità, vanno evitati contatti a rischio.

  • Citomegalovirus (CMV) e Herpes virus: meno noti, ma sempre più considerati negli screening iniziali.

  • HIV, HBsAg (epatite B), VDRL (sifilide): obbligatori per legge, sono test fondamentali per prevenire la trasmissione materno-fetale.

Accanto agli esami del sangue, nei primi controlli si effettua anche la prima ecografia ostetrica, per confermare la vitalità embrionale, la sede della gravidanza e la corretta datazione. Questa data è essenziale perché da essa dipende la tempistica di tutti gli esami successivi, inclusi gli screening prenatali (come test combinato, DNA fetale, villocentesi e amniocentesi).

L’obiettivo di questi primi esami non è “medicalizzare” la gravidanza, ma accompagnare con attenzione una fase delicatissima dello sviluppo fetale. Ogni informazione raccolta serve a prevenire, rassicurare, e creare da subito un clima di fiducia tra medico e paziente.

Prendersi cura di una gravidanza inizia ben prima della pancia che cresce. E il primo passo è sempre la consapevolezza.


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