Per molto tempo si è pensato che una donna affetta da scoliosi dovesse evitare la gravidanza, temendo che il peso del pancione potesse peggiorare la curvatura della colonna o rendere difficile il decorso della gestazione. Fortunatamente, le evidenze scientifiche più recenti hanno ribaltato questa visione: scoliosi e gravidanza possono convivere, anche se è importante affrontare questo percorso con consapevolezza, monitoraggio e un supporto specialistico adeguato.
La scoliosi influisce sulla fertilità?
La scoliosi è una curvatura laterale anomala della colonna vertebrale, spesso accompagnata da una rotazione delle vertebre. Può essere congenita, idiopatica o secondaria ad altre patologie. Sebbene sia una condizione del sistema muscolo-scheletrico, non interferisce direttamente con la fertilità femminile: non modifica la qualità degli ovociti, non ostacola l’ovulazione e non influisce sugli ormoni riproduttivi. Fatte salve le forme più gravi, in cui la scoliosi si associa a complicanze respiratorie importanti o ad alterazioni strutturali significative, una donna con scoliosi può concepire in modo naturale, esattamente come chi non ha questa condizione.
Cosa succede durante la gravidanza?
Quando si instaura una gravidanza, il corpo della donna va incontro a numerosi cambiamenti posturali e biomeccanici. Il peso dell’utero e le modifiche ormonali, come l’aumento della relaxina, portano a un ammorbidimento dei legamenti e a un’alterazione degli equilibri muscolari. In presenza di scoliosi, questi cambiamenti possono accentuare dolori lombari o causare fastidi muscolari, ma non necessariamente determinano un peggioramento della curvatura della colonna.
Nei casi più gravi, specialmente se la scoliosi coinvolge la gabbia toracica, è possibile che si verifichi una riduzione della capacità respiratoria. Tuttavia, questi scenari sono rari e generalmente già noti prima della gravidanza. La gestione della scoliosi in gravidanza si basa su un’attenta valutazione pre-concezionale e su controlli periodici durante i nove mesi, con il coinvolgimento, se necessario, di specialisti in ortopedia, fisioterapia e anestesiologia.
Un aspetto che merita attenzione riguarda il parto e la possibilità di effettuare un’anestesia epidurale o spinale. In presenza di scoliosi severa o di precedenti interventi chirurgici alla colonna (come fusioni vertebrali o impianto di barre metalliche), la somministrazione dell’anestesia può essere più complessa. In questi casi è fondamentale una consulenza anestesiologica anticipata, per pianificare il tipo di parto e le modalità di analgesia più sicure per la madre e per il bambino.
Il ruolo della prevenzione e della fisioterapia
Ogni gravidanza è unica, e lo è ancora di più se esistono condizioni preesistenti come la scoliosi. In vista del concepimento, è utile una valutazione ortopedica, con eventuali esami radiologici e funzionali, per comprendere la stabilità della colonna. La fisioterapia può giocare un ruolo importante, soprattutto se mirata al rafforzamento del core, al miglioramento della postura e alla riduzione dei carichi asimmetrici.
Durante la gravidanza, il movimento dolce, l’attività fisica controllata e le posture ergonomiche aiutano a mantenere il benessere della schiena e a prevenire sovraccarichi. In alcuni casi selezionati, può essere indicato l’uso di fasce lombari o supporti per il pancione, sempre sotto consiglio medico.
Scoliosi e gravidanza: un binomio possibile
Essere affette da scoliosi non significa dover rinunciare al sogno di diventare madri. Al contrario, la maggior parte delle donne con scoliosi affronta la gravidanza senza particolari complicazioni. La chiave sta nella prevenzione, nella personalizzazione del percorso e nella collaborazione tra specialisti. Ginecologi, ortopedici e anestesisti possono costruire insieme alla futura mamma un piano su misura, garantendo sicurezza e serenità durante tutta la gestazione.
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