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Pap test e HPV test: che differenza c’è e quando farli

La prevenzione in ginecologia non riguarda soltanto la fertilità o la gravidanza. Una delle aree più importanti è lo screening per il tumore del collo dell’utero, una malattia che, se identificata in fase iniziale, può essere trattata con successo e in modo minimamente invasivo. Proprio per questo, ogni donna dovrebbe conoscere la differenza tra Pap test e HPV test, due strumenti fondamentali ma distinti, spesso confusi tra loro.

Il Pap test, conosciuto anche come striscio cervicale, è stato introdotto negli anni ’50 e ha rivoluzionato la prevenzione oncologica femminile. È un esame citologico che consiste nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero, che vengono poi analizzate al microscopio per identificare eventuali anomalie. L’obiettivo è individuare lesioni precancerose o alterazioni cellulari prima che possano evolvere in un carcinoma.

L’HPV test, invece, è un esame più recente, che non guarda alle cellule, ma cerca direttamente la presenza del DNA del Papillomavirus umano (HPV). Questo virus è il principale responsabile del tumore del collo dell’utero, ed è molto diffuso: si stima che oltre il 70% delle donne sessualmente attive entri in contatto con almeno un ceppo di HPV nel corso della vita. La maggior parte delle infezioni si risolve spontaneamente, ma alcune possono persistere e, nel tempo, favorire lo sviluppo di lesioni tumorali.

La differenza tra i due test non è solo tecnica, ma anche temporale e strategica. Il Pap test è indicato soprattutto nelle donne più giovani (25–30 anni), dove le infezioni da HPV sono frequenti ma transitorie, e l’obiettivo è individuare eventuali anomalie cellulari. L’HPV test, invece, viene raccomandato a partire dai 30 anni, quando è più rilevante capire se c’è un’infezione persistente che merita un controllo più ravvicinato.

In Italia, il programma nazionale di screening prevede:

  • Pap test ogni 3 anni tra i 25 e i 29 anni

  • HPV test ogni 5 anni dai 30 ai 64 anni, con eventuale Pap test di approfondimento se il risultato è positivo

Questi esami sono semplici, rapidi, indolori e salvavita. Eppure, nonostante la loro efficacia, molte donne li trascurano o ne ignorano l’importanza. Ancora oggi, il tumore del collo dell’utero colpisce centinaia di donne ogni anno, spesso a causa di una diagnosi tardiva. È importante sapere che, nella maggior parte dei casi, un cancro cervicale si sviluppa in modo lento e silenzioso, partendo da piccole lesioni che possono essere individuate e trattate molto prima che diventino pericolose.

Oltre allo screening, esiste un altro strumento fondamentale di prevenzione: la vaccinazione contro l’HPV, raccomandata sia per le ragazze che per i ragazzi, prima dell’inizio dell’attività sessuale. La vaccinazione, unita allo screening regolare, è la vera chiave per azzerare i casi di tumore della cervice uterina nei prossimi decenni.

Parlare con il proprio ginecologo, conoscere le scadenze degli esami, aderire ai programmi di screening e vaccinazione significa prendersi cura della propria salute con responsabilità e consapevolezza.


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