I fibromi uterini, anche chiamati miomi, sono tumori benigni che si sviluppano nel tessuto muscolare dell’utero. Rappresentano una delle patologie ginecologiche più frequenti: si stima che oltre il 60% delle donne tra i 35 e i 50 anni sviluppi almeno un fibroma nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi sono asintomatici e vengono scoperti per caso durante una visita ginecologica. Ma quando danno sintomi, è importante non sottovalutarli e conoscere le strategie più efficaci di trattamento.
🔍 Quali sono i sintomi più comuni?
I fibromi possono causare disturbi diversi in base alla loro dimensione, numero e posizione. Tra i sintomi più frequenti:
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Mestruazioni abbondanti o prolungate, con possibile anemia
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Dolore pelvico o senso di peso nella zona bassa dell’addome
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Minzione frequente, se il fibroma comprime la vescica
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Stitichezza, per compressione sul retto
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Difficoltà a concepire o aumentato rischio di aborto, se interferiscono con l’endometrio
Molte donne convivono per anni con i fibromi, adattandosi ai sintomi. Ma quando il ciclo diventa debilitante o compaiono sintomi compressivi, è il momento di valutare un trattamento.
🧪 Come si diagnosticano?
La diagnosi si basa su una visita ginecologica con ecografia transvaginale. In alcuni casi, per una valutazione più dettagliata, può essere richiesta una risonanza magnetica o una isteroscopia (se si sospetta una crescita verso la cavità uterina).
È importante distinguere i fibromi da altre masse, come i polipi endometriali o le adenomiosi, e stabilirne la localizzazione (intramurale, sottosieroso, sottomucoso) per pianificare il trattamento.
🩺 Quali sono i trattamenti disponibili oggi?
La buona notizia è che oggi esistono molte opzioni terapeutiche, anche mini-invasive, che permettono di risolvere i sintomi preservando l’utero:
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Terapia farmacologica: può ridurre temporaneamente i sintomi. Si usano spesso ormoni, come i progestinici o gli agonisti del GnRH.
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Chirurgia mini-invasiva (isteroscopia o laparoscopia): indicata per fibromi singoli o ben localizzati, consente una rimozione precisa con tempi di recupero brevi.
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Embolizzazione delle arterie uterine: riduce l’afflusso di sangue al fibroma facendolo regredire, utile per donne che non desiderano gravidanza futura.
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Miomectomia tradizionale o laparotomica: riservata a fibromi molto voluminosi o multipli.
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Isterectomia: solo in casi selezionati e se la paziente ha già completato il desiderio riproduttivo.
La scelta della terapia dipende sempre da età, desiderio di maternità, sintomi e caratteristiche del fibroma. Per questo, è fondamentale una valutazione personalizzata.
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