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Menopausa: perché rassegnarsi ai disturbi?

Una task force di specialisti del Gemelli scende in campo al fianco di Federfarma e di Studiomaker per dare risposte alle donne in menopausa, attraverso il progetto multimediale ‘Menopausa, la guida’. I contenuti della Guida verranno diffusi attraverso le 19 mila farmacie aderenti a Federfarma; inquadrando un apposito QR code, sarà possibile accedere ad una serie di video su temi inerenti ai disturbi della menopausa, caricati su un portale che andrà live il prossimo giugno. I farmacisti, formati dagli specialisti del Policlinico Gemelli, offriranno consigli e informazioni alle donne. Una rivoluzione scientifica e culturale al tempo stesso per migliorare la qualità di vita di 17 milioni di italiane in menopausa.

 

Sono circa 17 milioni le italiane in menopausa o in peri-menopausa e solo il 10% di loro può dire di non accusare alcun disturbo. Eppure la tendenza generale è quella della rassegnazione, del silenzio. Non si chiede aiuto allo specialista, si accettano i disturbi come se fossero ineluttabili, con lo stesso atteggiamento delle madri e delle nonne. Ma non deve essere necessariamente così. Non oggi che si hanno a disposizione tante soluzioni per cancellare quella costellazione di sintomi, che possono avere un impatto notevole sulla qualità di vita: vampate, sudorazioni notturne, insonnia, aumento di peso, disturbi del pavimento pelvico e della sfera cognitiva. Per non parlare dell’aumentato rischio di malattie cardio-metaboliche o dell’osteoporosi. “Le donne – ricorda il professor Giovanni Scambia, Direttore Scientifico di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – oggi trascorrono in menopausa circa un terzo della loro vita e abbiamo a disposizione tante soluzioni che consentono ad una donna di vivere questo tempo in maniera ottimale. Fondamentali però sono la prevenzione e la personalizzazione dell’offerta di cura.” Da queste considerazioni socio-demografiche è scaturito un progetto, ‘Menopausa, la guida’ realizzato da Studiomaker, casa di produzione audiovisiva indipendente specializzata in divulgazione scientifica, con il patrocinio di Federfarma e la consulenza scientifica di Fondazione Policlinico Gemelli.

Il progetto è stato presentato presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, su iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. “Il Policlinico Gemelli e il Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del bambino e di Sanità pubblica in particolare – commenta il professor Scambia, coordinatore scientifico del progetto –  si sono sempre interessati ai temi della salute della donna, creando dei percorsi di diagnosi e cura personalizzati, in relazione alle diverse età e patologie. Questa guida rappresenta un’interessante messa a punto dei temi relativi a questa età della vita, per rendere le pazienti edotte sugli aspetti fondamentali di questo periodo della vita”. “La menopausa è una fase naturale della vita di una donna ma è spesso circondata da tabù e disinformazione – ricorda Laura Ricci, Fondatore e produttore di Studiomaker –.

Il nostro progetto, oltre che informare, vuole promuovere un vero cambiamento culturale, superando pregiudizi e credenze, associati alla menopausa”. “Questo progetto – commenta Roberto Tobia, Segretario Nazionale di Federfarma – rientra pienamente nelle attività della farmacia di comunità, presidio sanitario di prossimità sempre aperto e accessibile, che offre una gamma sempre più ampia di servizi agli oltre 3 milioni di donne che ogni giorno si recano in farmacia, incontrando spesso una professionista, perché il 75% delle nostre farmaciste è donna”. I contenuti di questa Guida verranno diffusi attraverso le 19 mila farmacie aderenti a Federfarma; le persone interessate potranno, inquadrando un apposito QR code, accedere ai contenuti multimediali della ‘Guida’ (video su diversi argomenti inerenti alla menopausa) caricati su un portale che andrà live il prossimo giugno. I farmacisti, formati dagli specialisti del Policlinico Gemelli, offriranno consigli e informazioni alle donne.

“La menopausa non è una malattia – sottolinea la dottoressa Paola Villa, responsabile UOS ginecologia della terza età, ambulatorio menopausa e osteoporosi e follow up integrato per le pazienti oncologiche e docente di ginecologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore – ma le vampate possono avere un impatto importante sulla qualità di vita delle donne, come anche le sudorazioni notturne, l’insonnia, l’astenia. Studi recenti hanno peraltro evidenziato che più vampate ci sono, più aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Le vampate dunque non sono solo sintomo, ma anche spia di un aumentato rischio cardiovascolare, da trattare dunque”. Da attenzionare sono anche le disfunzioni del pavimento pelvico. “Si tratta di sintomi delicati, perché correlati all’intimità – commenta la dottoressa Monia Marturano, referente ambulatoriale  per le patologie uroginecologiche, UOC Chirurgia Ginecologia del Gemelli – che devono trovare un’accoglienza particolare. I disturbi possono andare dal dolore pelvico, alle infezioni genitali ricorrenti, all’incontinenza, al prolasso uro-genitale. Il pavimento pelvico è la base, il sostegno non solo della componente organica, cioè di tutti gli organi che si trovano sopra, ma anche di quella emotiva della donna. E questi disturbi devono dunque essere trattati con delicatezza e competenza, richiedendo spesso anche un approccio multidisciplinare. Le terapie non mancano: si va da quelle farmacologiche, agli integratori, ai trattamenti chirurgici, al laser”.

In menopausa tante donne lamentano una fame incontrollabile e il conseguente aumento di peso. Ma questo è solo un aspetto. “I problemi non si limitano all’aumento della massa grassa – sottolinea la professoressa Maria Cristina Mele, Responsabile della UOC di Nutrizione Clinica di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Professore Aggregato di Scienze tecniche dietetiche applicate, Università Cattolica del Sacro Cuore – ma riguardano anche la perdita della massa magra, fino alla sarcopenia, condizione che affligge tante persone avanti negli anni. Ma la sarcopenia non inizia certo a 80 anni; comincia da quando smettiamo di fare attività fisica e abbracciano la sedentarietà.  Condizioni che vanno spesso di pari passo ad una dieta non adeguata: dieta Mediterranea non significa certo escludere tutte le proteine dalla dieta e mangiare enormi quantità di pasta. Anche l’attività fisica aiuta a contrastare la sarcopenia. E per il sovrappeso è sempre bene rivolgersi ad uno specialista, senza affidarsi al fai da te o al passa parola. Da curare infine in menopausa, come in tutte le età della vita, una corretta idratazione. Rigorosamente e solo con acqua”. La menopausa rappresenta per molte donne anche uno tsunami emotivo, con ripercussioni su tutto l’ambito familiare. “Il corpo si anestetizza, si aliena per assolvere ad altri compiti – ricorda la professoressa Daniela Chieffo, responsabile della UOS di Psicologia Clinica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Associato di Psicologia generale all’Università Cattolica, campus di Roma -. Alla donna non arriva più la percezione dei propri desideri, è bloccata come in un fermo immagine. Ma il partner può non comprendere questo suo stato d’animo; per questo è importante creare consapevolezza e sensibilizzare a questa fase della vita, fatta di fratture psicologiche e metamorfosi organiche; questo progetto infatti è rivolto sia alle donne che agli uomini.” E un toccasana a tutte le età, ma anche e soprattutto in menopausa, è l’attività fisica che non ammette ‘scuse’. Il tempo per farla si deve trovare e la donna ha tutto il diritto di ritagliare uno spazio nella giornata da dedicare a sé stessa.

“L’attività fisica – ricorda il dottor Andrea Russo della UOSD di Unità di fragilità geriatrica d’emergenza, Dipartimento di Scienze dell’invecchiamento, ortopediche e reumatologiche diretto dal Professor Francesco Landi – fa bene all’apparato cardiovascolare, ma aiuta anche a preservare la massa muscolare e ossea. Non è mai troppo tardi per iniziare l’attività fisica. All’esercizio aerobico (fitness leggero, camminata a passo veloce, corsetta, bicicletta), andrebbe abbinato un allenamento contro resistenza, che fa bene alla massa muscolare e alle ossa. Da non dimenticare poi lo stretching e attività olistiche tipo yoga e pilates, che migliorano la flessibilità, l’equilibrio e la stabilità”. “È molto importante – sottolinea la dottoressa Sara Salini della UOSD di Unità di fragilità geriatrica d’emergenza – ritagliare degli spazi tutti per sé in tutte le età della vita, anche quando si è travolte dall’attività lavorativa, dalla maternità e dal ménage familiare. Non bisogna mai perdere idi vista la necessità di curare il proprio stile di vita e l’attività fisica ha un ruolo centrale”.

Maria Rita Montebelli

da sinistra a destra: Monia Maturano, Paola Villa, Maria Cristina Mele