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Vaginite da Candida: cause, sintomi e trattamento

La vaginite da candida, o candidosi vulvo-vaginale, è un’infezione causata dalla proliferazione eccessiva del fungo Candida spp., che colpisce la vagina e può estendersi alla vulva. È una condizione molto comune: il 70% delle donne in età fertile sperimenta almeno un episodio nella vita, mentre il 10% soffre di forme ricorrenti, con più di 3-4 episodi all’anno.

Cos’è la Candida?

La Candida spp. è un fungo saprofita, normalmente presente nel corpo umano, in particolare sulla pelle, nel tratto gastrointestinale e nella vagina. Fa parte del microbiota (o flora microbica), che svolge funzioni essenziali per la salute, come la difesa da agenti patogeni, la digestione e la sintesi di sostanze utili.

La Candida ha una caratteristica unica: può adattare la sua forma in base all’ambiente. In condizioni normali, assume una forma inattiva (spora), ma in caso di squilibri del microbiota o riduzione delle difese immunitarie, si trasforma nella sua forma attiva e aggressiva (ifa), causando infezioni.

Specie di Candida e loro ruolo

Esistono oltre 200 specie di Candida, ma solo il 10% è responsabile di infezioni vaginali. Le principali sono:

  • Candida albicans: causa l’80% delle infezioni vaginali.
  • Candida non-albicans: come C. glabrataC. kruseiC. tropicalis e C. auris (una specie emergente e resistente ai farmaci), responsabili del restante 20%.

Negli ultimi anni, si è osservato un aumento delle infezioni da Candida non-albicans, in particolare da C. glabrata.

Come si trasmette la Candida?

La candidosi è un’infezione endogena, cioè causata da una proliferazione eccessiva del fungo già presente nell’organismo. Non è considerata una malattia sessualmente trasmissibile, sebbene in rari casi possa essere trasmessa da un partner sintomatico.

Cause della vaginite da Candida

Le cause della vaginite da Candida possono essere suddivise in due gruppi:

1. Cause che riducono le difese immunitarie

  • Immunodepressione (es. HIV)
  • Terapie con immunosoppressori (es. glucocorticoidi, chemioterapici)
  • Terapie antibiotiche prolungate
  • Stress psico-fisico

2. Cause che alterano il microbiota vaginale

  • Diabete mellito o dieta ricca di zuccheri
  • Terapie ormonali (es. pillola contraccettiva)
  • Gravidanza (a causa degli alti livelli ormonali)
  • Abitudini igieniche scorrette

Sintomi della vaginite da Candida

I sintomi più comuni includono:

  • Prurito vulvo-vaginale
  • Bruciore durante la minzione
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Arrossamento e gonfiore vulvare
  • Secrezioni biancastre, dense e inodori (simili alla ricotta)
  • pH vaginale inferiore a 4,5 (acido)

Le candidosi vulvo-vaginali si classificano in:

  • Candidosi non complicate: causate principalmente da C. albicans, con sintomi lievi o moderati.
  • Candidosi complicate: spesso causate da C. non-albicans, con sintomi gravi e ricorrenti (più di 3-4 episodi all’anno), associate a condizioni come diabete, immunodepressione o gravidanza.

Diagnosi della vaginite da Candida

La diagnosi si basa su:

  • Visita ginecologica e colposcopia
  • Misurazione del pH vaginale (inferiore a 4,5)
  • Esame microscopico delle secrezioni vaginali (per identificare ife o pseudoife)
  • Tampone vaginale con antimicogramma
  • Test PCR (per rilevare il DNA della Candida)
  • Ricerca di IgE specifiche per Candida (nelle forme ricorrenti)

Trattamento della vaginite da Candida

Il trattamento varia in base alla tipologia di candidosi:

Candidosi non complicate

  • Terapia topica con derivati azolici (es. clotrimazolo, miconazolo) per 1-7 giorni.
  • Ripristino del microbiota vaginale con probiotici a base di lattobacilli (1 candeletta al giorno per 7-10 giorni, ripetuta per 3 mesi).
  • Il partner viene trattato solo se sintomatico.

Candidosi complicate

  • Terapia sistemica con azolici (es. fluconazolo, itraconazolo) per 6 mesi.
    • Fase iniziale: fluconazolo 100 mg/giorno per 7-14 giorni.
    • Fase di mantenimento: fluconazolo 100-200 mg a settimana per 6 mesi.
  • Per C. glabrata o C. krusei (resistenti al fluconazolo), si utilizzano itraconazolo o voriconazolo.
  • In caso di resistenza, si ricorre alle echinocandine (es. caspofungina).

Candidosi in gravidanza

  • Si preferisce il trattamento topico con azolici, poiché il fluconazolo orale ad alte dosi può causare malformazioni fetali. Una singola dose di 150 mg è generalmente sicura.

Prevenzione e gestione delle recidive

Per prevenire le recidive, è fondamentale:

  • Ripristinare l’ecosistema vaginale con probiotici.
  • Eliminare le cause predisponenti (es. diabete, dieta ricca di zuccheri).
  • Rafforzare le difese immunitarie con immunostimolanti.
  • Disgregare il biofilm patogeno con terapie a base di N-acetil-cisteina (NAC).

Conclusioni

La vaginite da Candida è un’infezione comune ma fastidiosa, che può essere efficacemente gestita con trattamenti mirati e prevenuta attraverso uno stile di vita sano e una corretta igiene intima. Nei casi ricorrenti o complicati, è essenziale rivolgersi a uno specialista per un approccio personalizzato.